RET Italy
ALBERT ELLIS INSTITUTE (Italy)
INSTITUTE FOR RATIONAL-EMOTIVE BEHAVIOUR THERAPY (Italy)
INSTITUTE FOR RATIONAL-EMOTIVE THERAPY (Italy)

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Albert Ellis Institute - New York

ENDORSEMENTS

Valutazioni e giudizi sulla RET (REBT) di alcuni eminenti rappresentanti della Società Italiana di Terapia Cognitivo-Comportamentale (SITCC) e di un ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanità.
L'elenco non vuole essere un'immodesta esibizione di lodi altrui, ma soltanto un sincero ringraziamento per queste testimonianze da parte di autorevoli colleghi della SITCC, ed anche da parte di un rappresentante del
principale centro di ricerca, controllo e consulenza scientifico-tecnica in materia
di sanità pubblica in Italia.
Ringraziamento tanto più sentito in quanto questi apprezzamenti riconoscono implicitamente anche i significativi contributi a livello concettuale, esistenziale e prammatico apportati dalla RET (REBT) all'impostazione cognitivista della più strutturata società scientifica italiana aderente alla prospettiva cognitivo-comportamentale ormai dominante nella contemporanea psicoterapia anche in questo paese.

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Vittorio F. Guidano, Socio Fondatore e Socio Didatta SITCC, Didatta APC

"...In questa prospettiva appare preminente la posizione della RET, una teoria e una prassi d'impostazione cognitivo-emotivo-comportamentale molto articolata e complessa, e quindi particolarmente adeguata ai complessi problemi della funzionalità umana... La terapia razionale-emotiva di Ellis... rappresenta forse la forma più completa e consolidata di intervento cognitivo-emotivo-comportamentale... per la maggior parte dei problemi cosiddetti psicologici."

 

Giovanni Liotti, Socio Fondatore e Socio Didatta SITCC, Didatta APC

"Fra i pregi della RET metterei al primo posto il concetto di belief, che sottolinea implicitamente la distinzione fra la "conoscenza", racchiusa per così dire in strutture mnestiche, che possiamo chiamare schemi, costrutti, o appunto convinzioni, la "rappresentazione della conoscenza", cioè la conoscenza espressa in varie modalità di pensiero, come il dialogo interno, le immagini mentali, eccetera, e i "modi di elaborazione-utilizzazione e accrescimento della conoscenza", come il ragionamento attivo, i processi di valutazione dei dati conoscitivi, gli automatismi irrazionali nell'applicazione di conoscenze precedentemente acquisite, eccetera... La RET consente una grande semplicità e chiarezza nell'uso, magari implicito, di queste distinzioni - mentre altrettanto non si può dire di altre scuole di terapia cognitivo-comportamentale.
Vorrei poi citare la sua dimensione umanistico-filosofica applicata alla clinica. In particolare, l'aver reso praticabile al clinico il patrimonio di riflessioni filosofiche della nostra civiltà occidentale, e specialmente l'eredità della Stoa raccolta dalla RET, ai fini di un atteggiamento costruttivo nei confronti della sofferenza umana. Infine, ma non per ultimo, l'efficacia della RET quando ci si debba confrontare con situazioni estreme della sofferenza, come ad esempio le malattie somatiche croniche e gli stati terminali, di fronte alle quali la maggior parte delle psicoterapie arretrano impotenti."

 

Francesco Mancini, Socio Didatta SITCC, Didatta APC,
Presidente emerito della Società Italiana Di Terapia Cognitivo-comportamentale (SITCC),
Direttore della scuola di Psicoterapia dell'Associazione di Psicologia Cognitiva (APC)

"...nell'ambito dello stesso cognitivismo la posizione della RET ha un aspetto peculiare e rilevante. Essa è infatti una delle poche scuole che fa esplicito riferimento a valori e scopi, e che non si limita a considerare l'uomo come un semplice elaboratore di informazioni. Tanto per fare un esempio, la posizione di Beck sulla depressione è, in questo senso, abbastanza diversa. Essa mette infatti l'accento sulle inferenze e sulle previsioni ma non sugli scopi del depresso... Uno dei campi di applicazione della RET, dove solo raramente altre psicoterapie si azzardano ad avventurarsi, è la gestione della sofferenza anche fisica, del dolore, delle malattie croniche, degli stati terminali."

 

Pier Luigi Morosini, epidemiologo e psichiatra. Responsabile del Reparto di Salute Mentale, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità.

"...la RET è anche, e forse soprattutto, una visione etico-filosofica del mondo che... incorpora molte riflessioni millenarie del pensiero occidentale sulla sofferenza umana. E non solo occidentale. Basti pensare per esempio al concetto Zen dell'accettazione... In quanto visione etico-filosofica del mondo, la RET è anche una teoria della salute mentale che si presta a scopi preventivi meglio di qualsiasi teoria che si basi su quanto avviene nelle prime fasi dello sviluppo."

 

Roberto Mosticoni, Socio Didatta SITCC, Didatta APC, Membro Association for Contextual Behavioural Science (ACBS)

"L'aspetto della RET che a me sembra più pregevole è il fatto che a differenza di tanti modelli, di tante pratiche, di tante teorie che conosciamo, essa è tra le più legittimate ad esser considerata scientifica."


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