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ALBERT ELLIS INSTITUTE (Italy)
INSTITUTE FOR RATIONAL-EMOTIVE BEHAVIOUR THERAPY (Italy) INSTITUTE FOR RATIONAL-EMOTIVE THERAPY (Italy)
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...sola
beatitudo Il
messaggio che ci è pervenuto dagli antichi attraverso i secoli suona
appunto così: Beata solitudo, sola beatitudo. Solitudine
e ideologia Non sto
parlando dei pazienti depressi in cui questa sensazione di solitudine può
far parte del quadro clinico. Sto parlando della gente "normale"
ma imbevuta di un'ideologia trasmessa dai mass media (libri, riviste,
film, canzonette, radio, televisione, eccetera) e fatta di luoghi comuni
secondo cui è orribile non avere qualcuno accanto o non essere intruppati
in qualche gruppo. Senso e
sostanza Ora,
sappiamo benissimo che la solitudine, anche nel senso specificato sopra,
non è né buona né cattiva in sé. Siamo noi a darle valore a seconda
dell'importanza attribuita ad alcuni suoi aspetti rispetto ad altri che
pure possiede. Se mi concentro su ciò che mi manca (amore, compagnia,
distrazione, eccetera), è facile concludere che sia una brutta cosa. Se
mi concentro su ciò che mi offre (libertà, indipendenza, autonomia,
eccetera), è altrettanto facile concludere che sia una buona cosa. In
entrambi i casi si tratta di un errore di scotomizzazione che impedisce di
vedere la faccenda a tutto tondo. E
allora? Allora
conviene non commettere questo errore. Conviene vedere gli aspetti
negativi e positivi della situazione, valutarli per quanto meritano, e
tirare delle conclusioni il più possibile equilibrate e imparziali. Ma è
difficile Vero. Ma
chi ha mai detto che cercare di stare bene sia facile? Però possiamo
renderlo meno difficile usando il buon senso e la ragionevolezza. Senza
bisogno di sposare la posizione degli antichi, vale la pena di esaminare
meglio i vantaggi del non avere troppo a che fare con gli altri - che sono
spesso noiosi, fastidiosi, invadenti o peggio. E trarne occasione di
raccoglimento, di dialogo con noi stessi, di maggiore disponibilità del
nostro tempo, del nostro spazio e delle nostre azioni. La solitudine,
anche se involontaria, può persino divenire un utile esercizio
intellettuale, una specie di sfida ad elaborare un modo di vedere che ci
faccia godere meglio i suoi aspetti positivi. |
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