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ALBERT ELLIS INSTITUTE (Italy)
INSTITUTE FOR RATIONAL-EMOTIVE BEHAVIOUR THERAPY (Italy) INSTITUTE FOR RATIONAL-EMOTIVE THERAPY (Italy)
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Ve
l'avevo detto! In
un cimitero scozzese, sopra una tomba, c'è una lapide con incise queste
parole "I told you I was sick!" Che in italiano significa
"Ve l'avevo detto che ero malato!" Second
Thought La cosa
quindi sarebbe rimasta lì, se non fossero sopraggiunte in modo incalzante
le conferme di un consistente aumento di disturbi emotivi non solo negli
Stati Uniti ma anche in altri paesi del mondo cosiddetto occidentale. A
questo punto riprendere il discorso sulle conseguenze del riuscito
proditorio attacco contro New York e il Pentagono e di quello non riuscito
contro la Casa Bianca non mi è parso più dettato dalla sciocca vanteria
del "ve l'avevo detto" bensì dalla seria presa d'atto di un
fenomeno che riguarda tante persone e che ci riguarda direttamente come
esseri umani e come operatori dell'igiene mentale. Direttamente in modo
concreto ed immediato perchè l'ondata di disturbi psicologici che dicevo
sopra è arrivata a lambire anche l'Italia con un notevole aumento dei
casi di depressione segnalato persino dalla torpida e disattenta stampa
locale. Ma
c'è di peggio E il
peggio a venire assumerà molto probabilmente la forma di altri casi non
solo di depressione ma, secondo l'ipotesi patogenetica di Albert Ellis, già
confermata negli Stati Uniti, comprenderà anche altri disturbi di varia
natura. Avremo cioè a che fare con problemi primari di disperazione
autocommiserativa per il mondo orribile in cui i pazienti si trovano a
vivere, problemi secondari d'ostilità verso tutti i terroristi veri o
presunti, e problemi di terzo livello di depressione mista autosvalutativa
e autocommiserativa per l'impossibilità personale e istituzionale di una
sicura difesa contro il pericolo. Nota
apologetica Naturalmente
questa è soltanto una delle mie solite riflessioni provocatorie, molto
personali e opinabili, senza alcuna pretesa di essere incontestabile. Il
che mi dispensa dal fornire un'adeguata serie di fonti e citazioni. Ma se
qualcuno vuol prendersi la briga di cercarle in rete, e sa farlo ed ha
almeno una rudimentale conoscenza della lingua inglese, ne può trovare
quante ne vuole. Un punto da cui cominciare la ricerca dei dati clinici può
essere
http://www.medscape.com. |
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